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Adesione all'insegnamento della religione. A cura Michela Zanutto, Messaggero Veneto del 14 marzo 2012
UDINE. Religione a
scuola. Per la prima volta dagli anni
Novanta (quando venne fatta la prima rilevazione dalla Cei) la quota di alunni
delle scuole superiori che preferisce uscire dalla classe quando entra
l'insegnante di religione scende sotto il 90 per cento: più precisamente
all'89,6%, come illustrano i dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale. E
guardando alla media del Fvg si arriva all’87,5%, con il picco dell’80%
registrato a Trieste. «Al secondo ciclo di istruzione pesa non poco
l’attrattiva dell’ora libera rispetto a chi si ferma in classe per la lezione
di religione – sottolinea don Giancarlo Brianti, direttore dell’Ufficio scuola
diocesano –, prova ne è il fatto che la stragrande maggioranza degli alunni che
non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica sceglie l’uscita
dalla scuola». Infatti, dei 45.600 studenti iscritti al primo ciclo di
istruzione (asili e scuole elementari) poco più di 3mila non si avvalgono
dell’insegnamento della religione cattolica, il 6,6%. «Là dove le famiglie
esercitano ancora la scelta – continua don Brianti –, l’adesione è oltre il
90%, segno che mamme e papà rilevano nell’ora di religione non soltanto una
occasione di crescita culturale dei figli, ma anche l’opportunità di uno
sviluppo educativo verso quei traguardi di senso che lasciano intravedere la
bellezza di una vita autenticamente buona». In provincia di Udine, fra i 19.300
studenti che frequentano il secondo ciclo di istruzione (le vecchie scuole
medie e superiori) sono 2mila i ragazzi che scelgono di uscire dall’aula quando
arriva il “prof” di religione, pari al 10,4%. Mentre fra i piccolini del primo
ciclo, come detto, si scende al 6,6%. A Pordenone la tendenza evidenziata
sull’intero territorio nazionale si inverte, con il 91% dei ragazzi del secondo
ciclo che studia la Bibbia e i Vangeli (l’8,7% al primo ciclo è probabilmente
il risultato dell’alto numero di nati fra gli immigrati registrato negli ultimi
anni). Sono invece Gorizia e Trieste le città in cui gli studenti disertano più
spesso l’aula di religione, rispettivamente con il 14,7% e il 20%. E anche al
primo ciclo l’ora alternativa è molto in voga: la scelgono il 10,8% delle
famiglie goriziane e il 15,5% di quelle triestine. La media regionale sale così
al 9% per i piccolini del primo ciclo e al 12,5% per i compagni più grandi che
frequentano le scuole medie e superiori. Ed è guardando ai dati relativi
all’insegnamento della religione cattolica che i vescovi italiani hanno scelto
di dare al tema dell’educazione un particolare rilievo nel prossimo decennio,
individuando nella questione una sfida culturale e un segno dei tempi.
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